
BARBAPRESS/ SAPRI CALCIO: UN'ISOLA FELICE DOVE LA SERIE D EQUIVALE ALLA MASSIMA SERIE
di Piero Barbaro
Sapri come un’isola felice. Concluso il campionato con l’obiettivo della salvezza largamente ottenuto, in questi giorni nel comune di quasi 7000 abitanti tiene banco il discorso relativo ai possibili ricambi e ingressi di nuovi soci all’interno della società di via Principe Amedeo. Il patron Sergio Fortunato, ora direttore generale della società campana, dopo aver affidato nella stagione appena passata la presidenza pro-tempore a Giovanni Ferro, ha già deciso chi sarà il nuovo presidente: “La stagione estremamente positiva appena conclusa, con il raggiungimento dei nostri obiettivi, ovvero una salvezza tranquilla, ci dà ora lo spunto per sistemarci dal punto di vista societario. Il nuovo presidente sarà Vito Marchesano. Un nuovo presidente per un cambio naturale, non c’è stato nessun problema particolare nella nostra società.” Patron Fortunato annuncia anche che è stata scelta la nuova guida tecnica: sarà Pasquale Logarzo. L'ex tecnico del Francavilla in Sinni ha infatti da poco tempo accettato l'offerta del neo presidente Marchesano: “Era un sogno che si è avverato: sono molto felice. Farò di tutto per non deludere le attese anche perché sono il primo tifoso del Sapri”.
L’ex-tecnico del Bojano, protagonista due stagioni or sono di una straordinaria annata sulla panchina biancorossa proverà a togliersi altre soddisfazioni nella sua Campania. Dopo una mezza stagione di riposto «forzato», il mister salernitano potrà riassaporare le emozioni della panchina. Sul lato tecnico poche novità in casa Sapri, si lavora ma a fari spenti: “Ancora non possiamo dire niente. La nostra consuetudine è quella di riformare ogni anno la squadra, non partendo da 0 ma facendo riferimento ai nostri 3-4 elementi cardine della squadra.” Sempre sul lato tecnico il Sapri Calcio si sta anche muovendo dal punto di vista dei giovani: “Stiamo raggiungendo degli accordi molto importanti con alcune scuole-calcio locali. Ancora nulla di ufficiale ma ci interessa molto questo discorso.”
Il ritiro della squadra è previsto ad Avagliano Umbro in provincia di Terni dal 27 luglio al 13 agosto. Il patron ed ora il direttore generale Sergio Fortunato sembra ancora una volta esser riuscito a trovare la giusta amalgama tecnico-societaria per la prossima stagione, la sesta consecutiva nella Serie D. Il tutto trascinato da un grande Comune: “A Sapri la nostra Serie D equivale ad una Serie A. Abbiamo grande seguito e questo è sempre importante per una compagine sportiva.” A Sapri si riparte di slancio, tutto è pronto per la prossima stagione.

BARBAPRESS/"LO SPEZIA SIAMO NOI", PANDULLO: CERCHIAMO UN IMPRENDITORE SERIO
Lo Spezia siamo noi. No, sono loro. Si può parlare realmente di prima volta quando si pensa alla società cooperativa a responsabilità limitata “Lo Spezia siamo noi” che nella stagione appena conclusa si è presa in carico il compito di traghettare lo Spezia Calcio almeno fino alla conclusione dell’annata in Serie B (conclusasi poi con la retrocessione, ndr). L’obiettivo di Alberto Pandullo, presidente della società cooperativa venutasi a creare, era quello di reperire le risorse economiche necessarie ad acquistare le quote dello Spezia Calcio salvandolo così dal fallimento. C’è riuscito grazie ai tifosi riuscendo ad accumulare 1 milione e mezzo di euro che per il momento, salvo ulteriori cambiamenti (che sono all’ordine di ogni giorno), stanno salvando un sogno ultracentenario che per il momento continua ed esiste. “E’stato un atto eroico, pazzesco, unico. Il fattore tecnico adesso passa in secondo piano dobbiamo pensare a quello che c’è da fare. Non dobbiamo più andare con la mente al rischio del fallimento a causa della situazione debitoria. Purtroppo la stagione è finita con la retrocessione ma già a gennaio i pezzi migliori erano stati venduti per cercare di fare cassa senza essere praticamente sostituiti”.
Lo stesso Pandullo tiene a precisare che la situazione è in divenire di giorno in giorno: “Stiamo cercando un imprenditore che possa rilevare le quote dello Spezia, quel 70% che acquistammo noi durante la stagione, noi non siamo in grado purtroppo di gestire una società sportiva: è stato già tanto aver pagato i debiti e gli stipendi ai giocatori fino al termine della stagione.” Parlando di percentuali ce n’è una piuttosto interessante per coloro che sperano in una fortunata conclusione della vicenda spezzina. “C’è un 10% della società che, come tutti sanno, appartiene all’Inter e proprio con la società nerazzurra abbiamo intavolato decine di trattative senza però arrivare a qualcosa di concreto. C’è pero al momento un imprenditore del Nord, attivo nel settore industriale, che sembra molto interessato, ma veramente.”
La speranza per Alberto Pandullo, come si dice, non muore mai perché sarebbe davvero un peccato vanificare tutto quello che è stato fatto fino ad adesso: “Quello che è successo negli ultimi mesi è stato qualcosa di incredibile: avevamo delle quote di partecipazione da 500, 1000 e 1500 €. Abbiamo visto persone anziane contribuire con le loro intere pensioni affinchè la situazione si potesse rimettere in piedi. Sarebbe un grande dolore non riuscire nella nostra impresa dopo aver coinvolto tutti senza poi aver raggiunto la nostra finalità.” Lo Spezia siamo noi. No, al momento, sono loro.


BARBAPRESS/ "LO SPEZIA SIAMO NOI", MR. PANDULLO: "WE'RE LOOKING FOR A SERIOUS ENTREPRENEUR"
The Spezia we are us. No, they are them. We can really be spoken of first time when we think about the society responsibility limited cooperative "Lo Spezia siamo noi" that in the last season is taken in load the assignment to ferry the Spezia Calcio at least up to the conclusion of the year in Serie B (concluded then him with the demotion, ndr). Mr. Alberto's Pandullo objective, president of the cooperative society, was to retrieve the necessary economic resources to purchase the quotas of the Spezia Calcio saving it so that the failure. It has happened thanks to the fans succeeding in accumulating 1 million and a half of Euro that now, further changes (what to the order of every day are) excepted, they are saving a dream that for the time being continuous and it exists. "It's been a heroic action, maddish, unique. Now the technical factor passes in second floor, we must think about what is to do. We don't have to go with the mind to the risk of the failure because of the debt situation anymore. Unfortunately the season is ended with the demotion but already in January the best pieces had been sold for trying to make box without being practically replaced."
The same Mr. Pandullo holds to specify that the situation is in to become day by day: "We are looking for an entrepreneur that can notice the quotas of the Spezia, that 70% that we purchased during the season, we are not able to manage a sporting society unfortunately: we had already been so much paid possession the debts and the salaries to the players up to the term of the season." Speaking of percentages, one of this is very interesting for those people that hope in a fortunate conclusion of the Spezia's story. "There is a 10% of the society that, as all know, it belongs to the Internazionale F.C. and really with the society nerazzurra we have begun about ten negotiations without however to reach something of concrete. There is however to the moment an entrepreneur of the North, active in the industrial sector, that seems very interested, but really interested."
The hope for Mr. Alberto Pandullo, as it is said, it never dies because it would be indeed a sin to frustrate everything that that has been done thin to now: "What has happened to the last months has been something unbelievable: we had some quotas of share from 500, 1000 and 1500 €. We have seen elderly people contribute with their whole pensions for the situation to be put again standing. It would be a great pain not to succeed in our enterprise after having involved all without then having reached our finality." The Spezia we are us. No, to the moment, they are them.

BARBAPRESS/ FOLIGNO. PIZZIMENTI: "PER IL DOPO-BISOLI DOBBIAMO MANTENERE LA CATEGORIA"
di Piero Barbaro
Foligno (Perugia) – La fondamentale importanza di mantenere l’ossatura del gruppo che negli ultimi tre anni in campionati professionistici ha dato grandi soddisfazioni alla Società ed ai tifosi. Sembra questa la prima attuale priorità del Foligno Calcio alle porte di una nuova stagione che si presenta nuovamente difficile, soprattutto dopo i 58 punti conquistati nella scorsa annata calcistica con alla guida tecnica il neo allenatore del Cesena, Pierpaolo Bisoli. Si parte infatti proprio dall’allenatore quando si fa il punto della situazione con il responsabile dell’area tecnica Pizzimenti: “Dopo il “divorzio” con Bisoli, siamo andati alla ricerca di allenatori giovani, che avessero già maturato delle qualità che più si avvicinano ai principi del Foligno. Abbiamo scelto Roberto Cevoli perché nella sua ancora giovane esperienza da mister abbiamo già trovato un’ottima ei mportante impostazione tecnica, tattica ed anche organizzativa”. Per quanto riguarda il mercato: “Dobbiamo rinforzare un gruppo di qualità e non sarà facile. Siamo già consapevoli che non potremmo ripetere l’ottima annata della scorsa stagione ma siamo pronti ad affrontare quello che speriamo sarà un buon campionato, per mantenere la categoria: primo obiettivo, quindi, la salvezza, la C1 per il Foligno è troppo importante ed una vetrina altrettanto eccellente. Dopo le belle partite della stagione appena finita non sarà facile comunque.”
Ultimi 3 anni che per il Foligno sono stati davvero importanti e fanno avvicinare l’interesse di buoni giocatori ma fanno anche interessare le altre società agli elementi di maggiore caratura della squadra. Il responsabile Pizzimenti ammette questa duplice situazione: “I giocatori che già da un po’ sono con noi hanno vissuto anche loro una crescita esponenziale e quindi capisco il loro recepire le sirene che sicuramente destabilizzano l’ambiente ma il nostro Presidente vuole mantenere quei giocatori base rendendo la vita facile a coloro che sono ancora sotto contratto senza far pensare ad eventuali trasferimenti.” Per quello che riguarda la politica dei giovani e le nuove normative che hanno un po scombussolato il piano strategico di molte società il Foligno può navigare in acques sicure. Ancora Pizzimenti: “Non per fare i sapientoni ma noi già da qualche anno siamo molto attenti ad inserire nella nostra rosa almeno 2-3 elementi non under 21 bensì under 18 direttamente dalla Berretti. Un po’ per virtù ma anche un po’ per necessità abbiamo sempre fatto questo: un 50% di giocatori di esperienza ed un 50% di giocatori provenienti dal nostro vivaio o comunque giovani a cui dare stimoli e nuove opportunità in una società seria come la nostra.” Foligno, lavori in corso.

BARBAPRESS/ PRO BELVEDERE VERCELLI, DG ROMAIRONE: "ABBIAMO RIPORTATO IL CALCIO A VERCELLI"
di Piero Barbaro
Vercelli - Soddisfatti per una bella stagione ma anche rammaricati per delle problematiche che hanno impedito di ottenere quel qualcosa in più che avrebbe reso l’annata veramente ottima. E’ questo il clima che si respira nella società del Pro Belvedere Vercelli che in 2 anni è riuscita a consolidarsi riuscendo ad arrivare in pochissimo tempo già ad ottimi livelli. Lo conferma il direttore generale Romairone: “Il primo anno ci siamo fatti conoscere salvandoci brillantemente, quest’anno siamo arrivati terzi in campionato, abbiamo vinto il nostro girone dei play off ed abbiamo sfiorato il grande risultato.”
Dei piccoli problemi hanno bloccato la squadra, ad un certo punto della stagione, e ne ha subito le conseguenze il vecchio allenatore primo che Salvatore Mango prendesse le redini della squadra: “Nel girone di ritorno siamo stati la squadra con il maggior numero di punti, abbiamo avuto la miglior difesa, ma soprattutto siamo riusciti a risvegliare e smuovere l’attenzione e la curiosità degli addetti ai lavori e non solo.” Famiglie e ragazzi del settore giovanile hanno fatto da traino per far tornare di moda in un luogo dove la famosa Pro Vercelli si è anche laureata campione d’Italia. Come detto, anche qualche rammarico per il dg Romairone: “Qualche rammarico pensando soprattutto a Grabinski che nelle sue peggiori stagioni siglava almeno 18 gol e quest’anno, a causa di un infortunio, con noi non è riuscito a fare quello a cui ormai siamo abituati a vedere”.
Per l’attaccante argentino arrivato nel 2000 in Italia grazie a Luciano Gaucci ci sarà l’occasione per farsi “perdonare” il prossimo anno. Qualche anticipazione per la prossima stagione sempre da Romairone: “Abbiamo costruito una buona base e la dimostrazione è il blocco di 13-14 giocatori che sarà confermata. Stiamo già pensando a 3-4 innesti di qualità che andranno ad arricchire quelle che per noi sono qualità importanti, quelle morali oltre a quelle tecniche. In più avremo anche il consueto apporto dei giovani che vedono nella nostra squadra un’ottima vetrina vista la costante presenza allo stadio di molti osservatori, dalla A alla serie C.” Un seguito che ormai si conferma sulle 350-400 unità quando la Pro Belvedere Vercelli gioca in casa: “Questo zoccolo duro è importante ed aiuta a risvegliare l’attenzione sulla nostra squadra perché si può assistere a delle partite giocare da una squadra che gioca bene al calcio con il supporto di tanti giovani che non a caso quest’anno sono stati chiamati da tutte le rappresentative regionali”. Il grande calcio a Vercelli sembra essere tornato.

BARBAPRESS/ U.S. NOVESE: SALVARSI SENZA NEANCHE GIOCARE
di Piero Barbaro
Nella prossima stagione la Novese giocherà il campionato di Serie D: così è stato stabilito dopo che l’Imperia è stato radiato dalla Federazione a seguito della quarta assenza dal campo, dato che le prime tre erano arrivate durante la regular-season. “Con grande dispiacere per come è andata manteniamo la categoria in un’annata davvero difficile”.
Parole agrodolci quelle del Direttore Generale della Novese, Edoardo Gemme, che ci racconta come sia un peccato che la salvezza non sia arrivata a seguito di un tradizionale scontro sul campo, anche perché la Serie D perde una delle sue più degne rappresentanti la quale sarà costretta a ripartire da una categoria sicuramente inferiore all’Eccellenza. “Sono veramente dispiaciuto per una squadra di questo rango come l’Imperia. Sarebbe ora però che la Federazione provvedesse in anticipo: anche il Sanremo, per esempio, quest’anno ha avuto gravissimi problemi, così si rischia di falsare i campionati e parlo per tutti, dalla Juventus in Serie A alla Novese in D. Basterebbe davvero che chi avesse vertenze economiche al momento dell’iscrizione non venisse preso in considerazione. Alcune società invece vengono ammesse e poi arrivate a metà strada sono costrette a mollare l’impegno preso in estate. Bisognerebbe fare un’opera di moralizzazione.”
Poi il Dg parla dell’annata della Novese: una stagione controversa e probabilmente non all’altezza delle aspettative, ma nella quale c’è stato spazio per interessanti affermazioni degli atleti e risultati di spicco, come il 2-2 al “Moccagatta” contro la capolista Alessandria oppure le due serie di risultati positivi che per alcune domeniche hanno fatto sperare nell’aggancio alla zona alta della classifica. “Sì, abbiamo commesso davvero tanti errori, c’erano altre aspettative ad inizio anno, la conduzione tecnica poi non è stata all’altezza. Quando ce ne siamo accorti era troppo tardi ormai per una svolta decisiva. Comunque siamo alla fine di un biennio importante, abbiamo gestito una società che era ai minimi termini e che ora all’attivo, per noi, può vantare una promozione ed il mantenimento della categoria nella stagione appena conclusasi”.
Tanti però i punti interrogativi per il futuro: Gemme ci annuncia che dallo scorso 20 maggio la società è ufficialmente in vendita e che qualcosa si sta già muovendo ma per parlare della prossima stagione ancora è troppo presto. Si ripartirà ad agosto con la consueta voglia di fare bene e di regalare al pubblico di Novi le soddisfazioni che merita. Quella del pubblico, infatti, è una delle poche note positive per il Dg della Novese: “E’ stata l’unica cosa estremamente positiva e piacevole di questa stagione. Siamo riusciti a far tornare la gente allo stadio. Se pensiamo ai 35 spettatori di qualche tempo fa e i quasi 2000 di oggi, i risultati da questo punto di vista sono indubbiamente sotto gli occhi di tutti”. Ora il meritato riposo.

DANIELE LO MONACO: NOI, GIORNALISTI SALVI PER MIRACOLO
di Daniele Lo Monaco
Forse è stato quando l’attenzione s’è spostata verso il pullman della Roma, che è passato sulla strada attigua proprio in quel momento – verrebbe da dire provvidenzialmente se non fosse che anche lì poi si sfiorerà la tragedia – che il branco di vigliacchi che ci stava aggredendo ha mollato la presa. Altrimenti chissà quando sarebbe finita e soprattutto come.
Nei secondi immediatamente successivi – eravamo intorno alle 13.30, un’ora e mezza prima della partita – l’orda si è riversata addosso al pullman della Roma: insulti, sputi, manate, calci alle fiancate e poi, quel ch’è peggio, un vetro sfondato con un martelletto di chirurgica precisione e un sasso di grandi proporzioni lanciato contro il parabrezza che, per fortuna, ha tenuto. Tutto ripreso e documentato dalle telecamere della polizia: le immagini sono da ieri pomeriggio al vaglio degli inquirenti per le identificazioni del caso.
Nel frattempo il nostro taxi era riuscito a sfilarsi dal vicolo sostanzialmente cieco in cui s’era infilato e dopo qualche altro metro ha lasciato i clienti – il vostro cronista e due inviati di Repubblica, Gamba e Chiusano – presso le transenne che adesso delimitano l’immensa piazza diventata tristemente famosa la sera della tragedia Raciti, quella dove scorrazzavano i due Defender del reparto Celere nel vano tentativo di disperdere i facinorosi che volevano spaccare tutto. Scene di ordinaria violenza a Catania, Italia, nel 2008, dov’è ancora possibile che un gruppo di vigliacchi repressi possa circondare un taxi e, messo a tacere il conducente catanese - «Muuuto devi stare» - cominciare a colpire senza motivo con violenza cieca gli occupanti, cercando di trascinarne fuori qualcuno, e magari lavorarlo meglio lì, in mezzo alla strada, davanti agli occhi di altre centinaia di tifosi che guardano senza intervenire.
Limitati i danni riportati: la tessera giornalistica che chi scrive ha mostrato per testimoniare che la presenza allo stadio era giustificata da motivi professionali è stata strappata via dalle mani e finita chissà dove, qualche colpo sulle braccia protese in difesa, qualche calcio ben assestato soprattutto ai due malcapitati seduti sui posti posteriori, quasi strappati fuori dall’abitacolo di peso, e ovviamente molti danni alla carrozzeria del taxi.
Dentro, l’atmosfera di caccia all’uomo s’è intensificata soprattutto dopo i gol dell’Inter, come raccontiamo nella cronaca della partita. E aggiungiamo le testimonianze raccolte sul volo di ritorno, dove la rabbia per il secondo posto s’è mischiata alle considerazioni sullo scampato pericolo: quelle di chi era in panchina, minacciato dagli inservienti di morte qualora la Roma non avesse fatto pareggiare il Catania, dei dirigenti in tribuna, costretti a lasciare lo stadio tra gli insulti prima della fine, dei giocatori, schifati da tutto. E non solo per l’epilogo del campionato.
da "Il Romanista" del 19/05/08; www.ilromanista.it
BARBAPRESS/ PLAY-OFF, SERIE D girone H
DALENO: "AVANTI SENZA PENSARE A QUELLO CHE' STATO". IL MISTER CHIRICALLO: "LE DUE VITTORIE NEI PLAY-OFF CI HANNO RESTITUITO FORZA ED ENTUSIASMO.
di Piero Barbaro
E il sogno continua. E’ questo quello che pensano i tifosi e tutto l’ambiente intorno all’Associazione Sportiva Dilettantistica Barletta. Un gol di Ruggiero Rizzi, infatti, nell’ultima domenica, siglato al 39' del primo tempo, ha consentito al Barletta di approdare ai triangolari nazionali e di continuare a coltivare il sogno promozione. Grinta e cuore hanno consentito ai biancorossi, ridotti in dieci uomini per oltre settanta minuti di gioco, di prevalere su un ostico Bitonto, per niente disposto a recitare il ruolo di mera comparsa nel pomeriggio barlettano. Al 39' giunge il vantaggio locale: Esposito viene contrastato forse irregolarmente in area di rigore ospite, la palla giunge a Rizzi che, approfittando della difesa immobile, sfodera la vena opportunistica che gli è in dote infilando l'estremo difensore. “E’ stata una partita valida dal punto di vista agonistico” ci racconta il barlettano doc e capitano Daleno, “siamo rimasti in dieci dopo soli quindici minuti, quando ancora eravamo sul punteggio di 0-0: abbiamo prodotto uno sforzo complessivo perché sapevamo che forse ai supplementari l’inferiorità numerica si sarebbe fatta sentire”. E la stessa preoccupazione era quella del mister Chiricallo: “Ho subito pensato alla partita precedente dove anche lì avevamo finito in dieci ed avevamo giocato anche i tempi supplementari. Il mio primo pensiero è quindi andato subito alla tenuta dei ragazzi. Poi dopo esser passati in vantaggio ho cercato di aiutare i miei giocatori a gestire il risultato e direi che ci siamo riusciti molto bene nonostante la lucidità e la freschezza venivano piano piano a mancare.”
Una stagione, comunque vada, quella del Barletta che non può non essere definita straordinaria. Anche per il capitano: “E’ sotto gli occhi di tutti il nostro campionato, i 73 punti complessivi ne sono la dimostrazione, tutto per cercare di arrivare in fondo o almeno più in là possibile sperando magari in qualche ripescaggio dell’ultima ora. Abbiamo questa possibilità ed ora la vogliamo sfruttare.” Più ragionata l’analisi del mister Chiricallo: “Non posso non essere soddisfatto anche se la mancata promozione, quella diretta attraverso la vittoria del campionato, ha creato inizialmente un po’ di dissapore. Comunque resta il fatto che con i nostri punti, solitamente, nel nostro girone, si vince il campionato ma quest’anno abbiamo trovato un’ Aversa che ha giocato un girone di ritorno poco attinente alla realtà conseguendo 44 punti sui 51 a disposizione: non è questa certo l’ora di fare polemiche o di mettere in dubbio qualcosa.”
Nel prossimo turno Chiricallo dovrà fare a meno sicuramente di Pollidori il quale, espulso, sarà certamente fermato dal Giudice Sportivo. Nessuno dei diffidati, invece, incorrerà nello stop forzato. Tuttavia, con l'incontro di domenica, è salito a 9 il numero dei giocatori a rischio squalifica. Il mister non è sicuramente spaventato, nemmeno in caso le cose dovessero andare come programmato dalla società ad inizio stagione: “Andiamo avanti sperando, eravamo pronti a questa situazione e la società ha costruito una squadra per approdare in C2”. Della stessa idea anche Daleno: “Sono 15 anni che Barletta vive senza professionismo. Stiamo facendo molti sacrifici come tutte le squadre arrivare a questo punto della stagione. Dal punto di vista psico-fisico stiamo molto bene soprattutto dopo queste 2 ultime partite vinte in 10 contro 11. Non ce l’avremmo fatta se la testa e le gambe fossero andate per conto loro.”
Una speranza che è anche alimentata dal grande tifo e dall'ambiente creatosi ultimamente dopo questi risultati. Ne è contento mister Chiricallo: "Come detto, dopo la delusione della mancata promozione diretta, la tifoseria ha rispolverato l'entusiasmo di tutta l'intera stagione, quella che ci ha accompagnato per tutte le gare. Questi 2 ultimi risultati ci hanno dato fiducia e grande forza." Anche capitan Daleno sulla stessa lunghezza d'onda del mister: "Domenica ufficialmente c'erano 4000 nostri sostenitori a seguirci ma secondo me erano anche di più. D'altronde i tifosi ci seguono perchè vedono una società che sta lavorando bene con una programmazione seria, una squadra importante che consegue degli ottimi risultati. Senza pensare all'andamento sospetto di altre squadre ora continuiamo per la nostra strada, fino alla fine." L'in bocca al lupo ora è d'obbligo.
BARBAPRESS/ SERIE D, GIRONE E: IL PUNTO DEI PLAY-OFF E PLAY OUT
di Piero Barbaro
Con il Figline che va direttamente in C2 dalla porta principale, nessuna sorpresa per le squadre che disputeranno i play-off di categoria dopo l’ultima giornata di campionato. Sconfitta indolore dell’Orvietana contro la Colligiana con entrambe le squadre che accedono alla fase finale; vittoria con goleada dell’Armando Picchi contro il Cascina, che retrocede in Eccellenza; il Forcoli vince contro il Montevarchi per consolidare il suo quinto posto.
Play off che saranno evidentemente di ottima fattura vista la buona condizione delle squadre impegnate in questa fase finale. Lo conferma il dg dell’Armando Picchi, Brondi: “La squadra sta bene sia dal punto di vista psicologico sia dal punto di vista fisico se si eccettua l’infortunio di Cristiani (classe ’89) che con una frattura al piede si perderà tutto il resto della stagione. Noi siamo una realtà piccola ma nonostante questo, approdati alla fase finale, cercheremo di spingerci più in là possibile. E’ il giusto coronamento di un’annata straordinaria, sorprendente ma fino ad un certo punto visto che i ragazzi sono già da 3-4 anni che giocano insieme. Miravamo ad una salvezza tranquilla ma la posizione di metà classifica “alta” non ci ha spaventato durante l’anno ed ora eccoci qua pieni di euforia. “
L’ Armando Picchi che se la dovrà vedere contro il Forcoli del ds Corradetti: “La nostra situazione psico-fisica è buona, il nostro obiettivo, in realtà, l’abbiamo già raggiunto come da programma societario, ma ora siamo alle finali e partita dopo partita cercheremo di arrivare fino in fondo. Abbiamo perso per strada 3 o 4 punti ma alla fine non c’è molta differenza nel piazzamento finale, siamo molto soddisfatti già così. Siamo pronti, l’ambiente è carico, qui si vive di calcio dal 1921 e da anni siamo abituati a buoni risultati: affrontiamo questi play off con grande entusiasmo.”
Zona e partite sicuramente più calde nella zona bassa del girone E con il Cascina che, come detto, raggiunge il FO. CE. Vara in Eccellenza mentre per il Torgiano basta l’1-1 in casa del Pontedera terzo in classifica. Il Cecina raggiunge i play out battendo in trasferta gli ultimi in classifica per 2-0 mentre una vittoria di misura del San Sepolcro contro lo Scandicci regala alla squadra del borgo toscano, in provincia di Arezzo, la prima posizione tra le ultime del girone di Serie D.
Proprio quest’ultima compagine forse è quella più tranquilla perché più abituata a trovarsi in questa situazione, lo conferma il responsabile del settore giovanile Piccinelli: “Già l’anno scorso abbiamo affrontato i play out e ci siamo salvati nell’ultimo quarto d’ora ma siamo contenti così. La nostra è una società basata sui giovani costruiti in casa che ha incontrato parecchie difficoltà in questa stagione. Problemi di tesseramento per un nostro giocatore, due infortuni molto gravi per ragazzi molto importanti per la nostra squadra. Alla fine abbiamo raccolto 40 punti come l’anno scorso e come la scorsa stagione dovremo lottare nuovamente per salvarci. Il nostro ambiente è buono, non ci sono pressioni anche perché vedono il nostro lavoro di volontariato che al 30 giugno deve chiudere i bilanci in perfetto saldo positivo. Da 20 anni ci siamo presi quest’impegno, da quando l’U.S. San Sepolcro fallì, e quindi siamo pronti e ben vaccinati per affrontare una situazione che già ci aspettavamo.” 
Dall’altra parte del tabellone, il Cecina affronterà il Montevarchi che il suo accompagnatore ufficiale Fabbrini definisce “non a posto ne’ dal punto di vista fisico ne’ dal punto di vista psicologico. Da inizio settimana però il nostro pensiero è diretto verso queste due gare dove ci si gioca un gran pezzo della storia della nostra società. Il Montevarchi, quest’anno, ha avuto tanti problemi ed abbiamo commesso molti errori accusando così un calo nelle ultime 4-5 giornate, quelle fondamentali per spingersi oltre la zona salvezza. La nostra ultima vittoria risale alla gara interna contro la Colligiana e per questo l’ambiente è un po’ amareggiato ma sicuro che in questa settimana abbiamo ricaricato le pile e valutato chi in squadra avrà testa e piedi per dare tutto alla causa." Parola ora al campo.